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Proposte della Coalizione regionale sui CONSULTORI

  • Immagine del redattore: PGUxSP
    PGUxSP
  • 8 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 6 mag

Il DM 77/22 fornisce indicazioni per riqualificare e potenziare i Consultori, prevedendo per queste strutture rivolte alle donne, ai giovani, alla famiglia e deputate alla promozione della salute, alla prevenzione e alla consulenza e cura:

- almeno 1 consultorio ogni 20.000 abitanti

- a libero accesso e gratuito

- che garantisca la qualità dell’accoglienza, dell’ascolto e della comunicazione

- che tuteli la riservatezza

- caratterizzato da un approccio multidisciplinare e olistico


La nostra proposta è:

  1. prevedere un piano di investimento straordinario per allineare i consultori umbri allo standard del DM 77 (1 consultorio ogni 20.000 abitanti), prevedendone la presenza sia nelle case di comunità Hub e sia in articolazioni decentrate, da individuare tenendo conto dell’allocazione dei servizi sanitari (es: case della salute) e delle caratteristiche del contesto urbano e territoriale

  2. garantire nei budget dei servizi territoriali un adeguato finanziamento annuale delle attività consultoriali (destinato a specifiche risorse umane e tecnologico/strumentali ed a attività formative ed educative o di comunicazione)

  3. riqualificare gli spazi e le attrezzature

  4. individuare spazi dedicati per le attività di promozione della salute e di partecipazione della comunità locale (donne, giovani, associazioni ecc.)

  5. assicurare accesso libero e gratuito ampliando all’intera giornata e settimana gli orari di apertura

  6. prevedere un piano di assunzioni per dotare le strutture di personale adeguato agli standard del Progetto Obiettivo Materno Infantile (il POMI prevede per ogni sede un ginecologo per 18 ore settimanali, 3-4 ostetriche per la copertura del servizio mattina e pomeriggio per tutta la settimana, 1 assistente sociale per 36 ore settimanali, oltre alla consulenza psicologica per 18 ore settimanali), per rendere possibili interventi multidisciplinari, nonché l’integrazione con le altre figure professionali del territorio (infermieri di comunità, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) oltre che con mediatori culturali, per garantire risposte adeguate ai bisogni emergenti da nuovi cittadini

  7. garantire la possibilità di utilizzo della pillola RU 486

  8. offrire l’opportunità di  contraccezione gratuita

  9. assicurare una adeguata presenza di professionisti non obiettori, per garantire regolarmente nei consultori tutte le prestazioni previste dalla normativa vigente.


Per assicurare un reale rilancio della funzione consultoriale, oltre a queste indispensabili interventi di tipo strutturale, sulle risorse professionali e sull’offerta di servizi, è necessario anche:

- sul versante delle formazione, lavorare:

  1. col personale che opera nei consultori per accrescere le competenze professionali, ma soprattutto le competenze relazionali e di lavoro interdisciplinare/di rete

  2. con l’università per introdurre nel curriculum dei medici specializzandi in ginecologia e delle ostetriche pacchetti formativi teorici e training pratico per implementare le conoscenze attitudini e capacità necessarie per operare nei servizi consultoriali

- reintrodurre nell’organizzazione dei servizi sanitari territoriali delle USL, una funzione di coordinamento dell’attività consultoriale per:

  1. supportare il distretto nella programmazione e valutazione

  2. ottimizzare e armonizzare la gestione delle (ormai poche?) risorse presenti nei vari territori

  3. assicurare le connessioni con la rete dei servizi sanitari/sociali e scolastici e con le rappresentanze dei cittadini, nonché con le associazioni che si occupano di condizioni socio sanitarie, lavorative e culturali della donna presenti nel territorio.


Così il consultorio tornerebbe ad essere un servizio:

● di prossimità, accessibile e inclusivo, gratuito ed aperto a tutti

● in grado di svolgere appieno le funzioni che gli sono affidate dalla normativa vigente che sono:

  • l’accompagnamento durante tutto il percorso nascita, dall’epoca preconcezionale alla gravidanza e puerperio/allattamento al seno

  • l’educazione alla sessualità, la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e la consulenza in ambito sessuologico

  • l'accoglienza per le persone LGBTQI

  • la prevenzione del disagio giovanile, anche attraverso una sistematica attività di educazione alla sessualità, alla affettività ed alle emozioni nelle scuole

  • la prevenzione ed il supporto per problematiche psico-relazionali della coppia e genitoriali

  • la valutazione e gestione clinica dei problemi ginecologici, uro-ginecologici ed andrologici

  • il controllo della fertilità con la contraccezione e il supporto pre e post IVG, e valutazione e gestione della sterilità

  • la prevenzione ma anche il follow up oncologico dei tumori femminili

  • la gestione delle problematiche connesse alla menopausa

  • l’accoglienza e accompagnamento di donne vittime di violenza.

● capace di garantire anche, oltre a quelle “tradizionali”, anche altre attività orientate a bisogni emergenti, come ad esempio: la gestione del IVG farmacologica (RU486), la rieducazione/riabilitazione del pavimento pelvico (per donne gravide e puerpere, o per donne in menopausa con disfunzioni genitourinarie), la consulenza ed il supporto in ambito sessuologico e andrologico ecc.


E soprattutto

  • si restituirebbe a questi presidi la loro vocazione di servizi dedicati all’informazione ed educazione dei cittadini e all’integrazione con le istanze sociali del territorio

  • si recupererebbe nei consultori la buona pratica del coinvolgimento della cittadinanza in progetti condivisi che riguardino la salute della donna giovane-adulta-anziana, della coppia, dell’adolescenza e dell’età giovanile.


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