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La Consulta per la Sanità del Comune di Perugia visita la Casa di Comunità di Ponte San Giovanni

Perugia. 30 giugno 2026 - Una delegazione costituita dalla Dott.ssa Rosellina Brasacchio, componente dell’Associazione Perugia per la Sanità Pubblica, e i componenti della Consulta per la Sanità del Comune di Perugia Dr. Roberto Ciccone, il Dr. Raffaele Cerbini, il Dr. Angelo Ferdinandi, lo scorso 25 giugno hanno visitato la Casa di Comunità di Ponte San Giovanni. La delegazione è stata accolta e guidata dalla Responsabile della struttura dott.ssa Michela Cardamone.


Si tratta di un presidio territoriale di prossimità molto ben organizzato con numerosi servizi messi in funzione secondo quanto previsto dal DM 77/22. La responsabile ci ha riferito che qualche servizio è in corso di realizzazione, ma nel giro di breve tempo la struttura sarà a pieno regime.


Purtroppo abbiamo tutti rilevato che l’analoga struttura prevista presso l’ex ospedale di Monteluce non è stata ancora realizzata, e una terza struttura che dovrebbe essere realizzata, rispettando i criteri del DM 77 (una struttura ogni 50.000 abitanti) al momento non è nemmeno prevista.


Su questi ritardi ovviamente ci aspettiamo che la Regione Umbria si attivi tempestivamente per portare a compimento quanto sopra evidenziato.

Abbiamo verificato che, purtroppo, presso il Consultorio all’interno della Casa di Comunità di Ponte San Giovanni non viene praticata l’IVG farmacologica tramite la somministrazione dell’RU486


La legge 194 del 1978 attribuisce ai Consultori un ruolo centrale nell’informazione, nell’accompagnamento e nelle procedure per l’interruzione volontario della gravidanza – IVG – chirurgica e/o farmacologica (RU486). L’adozione della RU486 è frutto di una scoperta scientifica importante per le donne per poter dare attuazione ad una scelta, pur sempre molto dolorosa senza intervento chirurgico. In Italia, secondo la determina AIFA 865/2020 e successive linee di indirizzo del Ministero della Salute hanno stabilito che l’RU486 può essere utilizzata fino alla nona settimana di gestazione senza l’obbligo di ricovero ospedaliero, può essere somministrata in regime ambulatoriale (Consultori) e rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).


Peraltro il farmaco ha un costo di 350 € circa, a fronte dei 1.000 € del costo per l’IVG chirurgica.


Noi chiediamo che la Regione dia immediata autorizzazione al Consultorio di poter praticare l’IVG farmacologica, come anche richiesto dal Documento di indirizzo strategico redatto all’interno del convegno “Rilanciare i Consultori pubblici in Umbria” a cura dell’Unione Donne Italiane e del Comune di Perugia, che è stato presentato alla Regione.


Dr. Roberto Ciccone, Presidente della Consulta per la Sanità del Comune di Perugia.

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