UMBRIA TERRA DI PACE. L’UMBRIA È LA PRIMA REGIONE A RICONOSCERE LO STATO DI PALESTINA.
- PGUxSP

- 31 ago 2025
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Il dramma che si svolge a Gaza e in Cisgiordania riguarda l’intero pianeta, il senso della democrazia, il diritto internazionale, le possibilità di una pace duratura, i diritti sanciti dalla Carta dei diritti dell’uomo. È tale l’assurdità umana e politica e la miopia degli atti dell’attuale governo israeliano - e di chi, a livello internazionale, non si oppone o si oppone solo a parole - che anche in Israele si va estendendo l’opposizione di parte della popolazione ebraica e alcuni gruppi ortodossi denunciano l’attuale politica antipalestinese qualificandola come irreligiosa.
Talmente fuori dalle minime condizioni di umanità è la situazione che il capitano della riserva dell’esercito israeliano Yotam Vilk si è espresso così: “Sono sionista. Israele ha il diritto di opporsi ai suoi nemici. Non sono pacifista, non mi pento di essere stato nell’ esercito ... Proprio per questo dico con cognizione: rifiutare di combattere non significa tradire lo stato. È l’unico modo per salvarlo”.
E dunque, cosa possiamo fare noi di concreto?
Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un atto tanto anomalo dal punto di vista diplomatico, quanto coraggioso e significativo che va nella direzione della Risoluzione dell’ONU del 29 novembre 1947 (due popoli - due stati) e della dichiarazione di indipendenza dello Stato di Israele del 14 maggio 1948: “lo Stato d'Israele è pronto a cooperare con le agenzie e i rappresentanti delle Nazioni Unite per attuare la risoluzione dell'Assemblea Generale del 29 novembre 1947”.
Mentre il governo italiano continua nel suo silenzio (in contrasto con la Dichiarazione ONU) molti Enti locali, associazioni umanitarie, associazioni politiche e culturali organizzate e spontanee, la Conferenza episcopale e prima tra le Regioni, la Regione Umbria si sono espressi per il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Si tratta di un primo passo, non simbolico ma operativo e concreto di un percorso che, anche con curvature diverse, può muovere nella prospettiva della pace, a cui ogni cittadino e ogni istanza pubblica può dare il suo specifico e orientato contributo, anche con sensibilità proprie e convergenti.
C’è ancora molto da fare:
annullare tutte le forniture militari - dirette ed indirette - ad Israele (anche se il processo ormai non più latente di riconversione dell’industria metallurgica e meccanica in industria militare non va in questo senso e che le commesse in qualche modo “militari” si vanno estendendo in Italia e anche in Umbria);
annullare la cooperazione militare e scientifica di base o comunque riconducibile alle produzioni di armamenti o tecnologie militare con Israele;
boicottare le merci prodotte da finanziatori palesi ed occulti della politica militarista di Israele;
isolare di tutte le istituzioni e personalità che sostengono l’attuale politica di genocidio o che rappresentano lo stato che la mette in atto;
divulgare testimonianze concrete nella società e nelle scuole per far sapere alle persone ciò che accade davvero in quella terra;
rafforzare la cooperazione internazionale (anche in questo l’Umbria è in prima fila con il progetto coordinato dai Comuni del Lago Trasimeno);
garantire corridoi umanitari e soccorsi alla popolazione imponendo per prima cosa il loro arrivo e la loro distribuzione eliminando gli ostacoli imposti da Israele, l’intervento di Hamas nella loro gestione, il silenzio e la non collaborazione degli stati arabi confinanti;
sostenere con iniziative di gemellaggio e aiuti le scuole di Gaza e della Cisgiordania, che rischiano di chiudere con un evidentissimo danno per lo sviluppo futuro del paese.
Per tutto questo però è necessaria una Autorità politica palestinese riconosciuta internazionalmente. “Due popoli e due stati” - con una garanzia per i palestinesi cittadini dello stato di Israele - è un tassello di una situazione internazionale che muove verso la pace, nonché una garanzia non solo per i palestinesi ma per lo stesso stato di Israele.
Perugia per la Sanità Pubblica
Umbria per la Sanità Pubblica e la Pace

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