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LAVORO E SALUTE

  • Immagine del redattore: PGUxSP
    PGUxSP
  • 2 lug 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 8 dic 2025

a cura del Gruppo di lavoro regionale Ambiente-Lavoro-Scuola e Salute


C'è una stretta correlazione tra la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e il sistema sanitario regionale: la qualità dell'uno avrà un effetto di ricaduta sull'altro.

In questi anni l'Umbria si è caratterizzata per essere tra le regioni con la maggiore incidenza di morti sul lavoro. Infatti, nel 2024 i decessi nel sistema produttivo sono stati venti; mentre da gennaio ad agosto 2025 le vittime sul lavoro sono state 12 (9 in provincia di Perugia e 3 in provincia di Terni). Si conferma per la nostra regione un triste primato: è seconda in Italia per indice di incidenza, secondo i dati forniti dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering di Mestre.

Il triste primato dell’Umbria si colloca in un quadro nazionale che vede nei primi sei mesi dell’anno 502 decessi, pari a un incremento del 7% rispetto al 2024. L’incidenza di mortalità più elevata si registra nella fascia di lavoratori tra i 55 e i 64 anni, seguita dalla fascia tra i 15 e i 24 anni. I lavoratori stranieri hanno un rischio di morte sul lavoro più che doppio rispetto ai lavoratori italiani.

La condizione è ancora più grave se si considerano la quantità di infortuni denunciati e le malattie professionali. Le cause sono molteplici e diversi sono i campi di intervento.

La maggior parte degli infortuni sul lavoro, sia a livello nazionale che in Umbria, si verifica in misura maggiore nel settore dell’edilizia.

Nel quinquennio 2020-2024, a livello regionale, si è registrato un aumento degli infortuni preoccupante con un +29,6% a fronte di un aumento a livello nazionale del 3%. Sono risultati in crescita anche i casi mortali con un +77% e le malattie professionali con un +150% rispetto al +97% nazionale.

Il modello di sviluppo produttivo ha una forte ricaduta in questo ambito: bassi salari, precarietà e occupazione a tutti i costi hanno fatto dell’Umbria una delle regioni in cui, ormai, ci sono vere emergenze da affrontare. C’è bisogno di un progetto concreto e su vasta scala per affrontare la questione.

Prima di tutto, è necessario coinvolgere tutti i soggetti che, con le loro scelte, determinano ricadute sulla problematica.

Le nostre proposte:

  1. Monitorare gli interventi degli ispettorati territoriali del lavoro sui cantieri.

  2. Ricostituire, presso l'Assessorato alla Sanità, il coordinamento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  3. La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro deve diventare il filo conduttore dell'azione politica della legislatura regionale.

  4. Garantire al sistema sanitario più risorse, personale e mezzi per un controllo capillare in forma preventiva, anche tramite le ispezioni.

  5. Rendere indispensabile una relazione e un coordinamento con tutti gli organi ispettivi di altra emanazione (Ispettorato del Lavoro, Carabinieri, Vigili del Fuoco, ecc.).

  6. Predisporre una serie di leggi per garantire la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, sull'esempio dell'esperimento mai completato della legge sulle cadute dall'alto.

  7. Prevedere un intervento particolare per il settore agricolo per riammodernare e qualificare i mezzi agricoli.

  8. Introdurre una legge per il settore del taglio e quello agro-forestale.

  9. Introdurre una legge sugli appalti che imponga la responsabilità in solido del committente.

  10. Prevedere una formazione obbligatoria delle imprese.

  11. Garantire un riconoscimento premiante per le imprese che non presentano alti indici infortunistici o di malattie professionali, in particolare per accedere ai benefici economici previsti da finanziamenti pubblici (la patente a crediti per le imprese virtuose in termini di sicurezza introdotta recentemente non sembra una soluzione sufficiente. La soluzione è: più controlli sui cantieri da parte degli ispettori del lavoro, applicazione rigorosa delle sanzioni e coinvolgimento effettivo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nelle scelte organizzative delle imprese).

  12. Istituire il coordinamento regionale presso l'Assessorato per monitorare e promuovere tutte le attività volte a prevenire e a qualificare il tema della sicurezza e della salute come valore imprescindibile.

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