Ambiente e Salute
- PGUxSP

- 2 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
a cura del Gruppo di lavoro regionale Ambiente-Lavoro-Scuola e Salute
L'interazione tra ambiente e salute è un tema di crescente interesse perché le
condizioni ambientali influenzano profondamente la qualità della vita, il benessere e la salute delle persone.
Secondo noi, la prevenzione e la promozione della salute devono essere al primo posto. Indispensabile, in questo senso, è il tema della PARTECIPAZIONE, cioè del coinvolgimento diretto (audit) di comitati, associazioni e singoli cittadini ai tavoli programmatici e decisionali.
Anche nella nostra regione l’AMBIENTE spesso viene considerato UNA RISORSA da mettere a profitto privato; molti progetti imprenditoriali non tengono conto dell’interesse collettivo e non sempre gli amministratori approfondiscono e/o verificano le informazioni rilasciate dalle imprese, spesso edulcorate, manipolate e/o tenute riservate. Con un lavoro di controinformazione serio e approfondito, basato sulle conoscenze accumulate dagli attivisti di Comitati/Associazioni, supportati da esperti e studiosi disinteressati, si possono rivelare le magagne e riorientare l’attenzione - talvolta anche i consensi - dell’opinione pubblica.
In questo senso, risulta utile mappare i conflitti ambientali e in particolare le situazioni di crisi/pericolose presenti in Umbria (sulla falsariga dell’Atlante dei conflitti ambientali del Centro di Documentazione sui Conflitti ambientali, Roma- http://www.cdca.it).
L’economia circolare rappresenta un'opportunità unica per trasformare il nostro sistema economico e creare un futuro più sostenibile, anche perchè richiede un impegno coordinato da parte di tutti gli attori coinvolti e la collaborazione tra governi, aziende e cittadini. Attraverso la riduzione dei rifiuti, la progettazione sostenibile, la rigenerazione delle risorse naturali e l'adozione di modelli di consumo responsabile, possiamo costruire un'economia più resiliente e meno impattante sull'ambiente.
Occorre dare una inversione di rotta rispetto al passato. La nuova Giunta regionale dovrebbe approvare un nuovo PIANO DEI RIFIUTI che dovrà
estendere il sistema di raccolta differenziata e fissare l’obiettivo dell’80 per cento di raccolta su tutto il territorio regionale al 2030;
realizzare impianti per il riciclo post-raccolta differenziata volto al massimo recupero di materia in grado di incrementare l’indice di riciclo, colmando i fabbisogni di dotazione rispetto all’attuale assetto regionale;
ridefinire le aree in cui attivare industrie insalubri, applicando modalità di partecipazione dei cittadini;
riattivare il Registro Tumori, nel rispetto del principio di trasparenza (D.Lgs 195/2005);
individuare un ospedale, con centralità regionale, per l’applicazione del protocollo di accoglienza e gestione del paziente con Sensibilità Chimica Multipla (MCS) o Intolleranza alle Sostanze Chimiche (ISC);
Implementare il PIANO di monitoraggio della salubrità dell’aria;
Riscrivere il PIANO Regionale Gestione Rifiuti e Bonifica aree inquinate, ripartendo dalla strategia e dalle pratiche dell’Economia Circolare, ridurre al massimo la produzione di rifiuti, sia urbani (RSU) che speciali, stabilendo nuovi e più stringenti limiti annui ai quantitativi di rifiuti urbani residui e ai conferimenti in discarica, rendendo effettive/efficaci le sanzioni per i comuni inadempienti;
incentivare il recupero dei rifiuti organici e il riciclo di biomasse vegetali nelle aziende agricole (scarti di oleifici, lana delle pecore…);
potenziare l’impiantistica regionale per il recupero/riciclo RSU, a partire dai RAEE;
potenziare i Centri Comunali del Riuso;
abbandonare la strada dell’inceneritore;
trasparenza dei bilanci e coinvolgimento attivo dei cittadini – favorire e sostenere la creazione e l’operatività di Osservatori comunali della gestione dei rifiuti che garantiscano la partecipazione più ampia dei cittadini e delle associazioni civiche;
prevenzione/riduzione e puntuale monitoraggio dei rifiuti speciali provenienti dal ciclo produttivo;
un corretto recupero dell’amianto,
revisione del regolamento AURI, dei meccanismi di formazione del CdA e dei relativi processi decisionali, nel senso di garantire maggiore rappresentatività alla maggioranza dei cittadini umbri
promozione della giustizia ambientale,
sostegno/incentivi alle iniziative di economia circolare.
istituire un Centro regionale di ricerca sui rifiuti e l’economia circolare, con il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle associazioni
è fondamentale riprendere la discussione sulla Legge regionale di iniziativa popolare Partecipazione, ECODISTRETTI, economia circolare e giustizia ambientale, partendo dall’istituzione di Ecodistretti pilota, introducendo forme di reale partecipazione civica (coordinamenti territoriali aperti e audit periodici).
Commenti